Documentario accusa una centrale nucleare francese di depositare scorie radioattive in Siberia
2009-10-30 15:32
Un documentario di prossima uscita sta provocando polemiche in Francia, dove la maggior parte dell'elettricità del paese proviene da centrali nucleari.
Il documentario mostra ciò che accade ai rifiuti prodotti dall'industria nucleare, come vengono smaltiti, e quali sono i rischi.
Il punto cruciale nel filmato è il destino di circa il 13% delle scorie radioattive prodotte dalle centrali nucleari di EDF.
Il documentario sostiene che queste scorie siano rifiuti, ma la società nega, dicendo che si tratta di prezioso materiale nucleare che sarà utilizzato in future centrali nucleari.
[Sylvain Granger, EDF, Divisione Combustibili Nucleari]:
"I materiali che vengono inviati da EDF in Russia sono materiali preziosi e non sono rifiuti. Noi non mandiamo rifiuti in Russia."
Secondo il documentario, il materiale è depositato in uno spazio aperto in una città vicino a Tomsk, in Russia, il cui accesso è negato agli stranieri.
Ma Laure Noualhat, che ha studiato e prodotto il documentario, fornisce un semplice esempio del perché vi è una sottile differenza tra "materiale nucleare" e "scorie nucleari".
[Laure Noualhat, Produttrice Cinematografica]:
"Ho bucce di mele e di patate che potrebbero essere usate nel compost, ed io li chiamerei rifiuti. Sono nel mio secchio, e anche se possono essere reinseriti in un ciclo naturale, io non li utilizzerò, quindi per me sono rifiuti ".
In Francia, 58 reattori nucleari producono l'80 per cento di energia elettrica del paese. Il paese non ha depositi sotterranei permanenti con la capacità di seppellire i rifiuti di energia nucleare generati negli ultimi tre decenni, ne quelli che produrrà in futuro.
Autorità francesi in campo nucleare stanno prendendo in considerazione l`interramento permanente dei rifiuti a 500 metri sotto il livello del terreno vicino a Bure nella Francia orientale.
Il documentario dal titolo "Rifiuti: l'Incubo Nucleare" andrà in onda sul canale franco-tedesco "Arté".











